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Migliorare il tasso di conversione dei propri moduli: ho testato il progressive profiling
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Migliorare il tasso di conversione dei propri moduli: ho testato il progressive profiling

Migliorare il tasso di conversione dei propri moduli: ho testato il progressive profiling 

Lo sapete, i moduli sono l’opportunità di generare lead qualificati e di saperne di più sui vostri contatti. Il progressive profiling mi sembra quindi una funzionalità molto utile per migliorare il tasso di conversione dei moduli. Mettendolo in pratica in Webmecanik, ho aumentato le mie conversioni, migliorando al tempo stesso l’UX dei visitatori e arricchendo le informazioni raccolte sui miei MQL e SQL.

Oggi vi racconto tutto, passo dopo passo ! 

Le buone pratiche per un modulo che converte 


Per iniziare, ho fatto un piccolo giro tra statistiche e studi sul tema. Ecco cosa emerge: 

  • Il tasso di completamento di un modulo aumenta del 50% passando da un modulo con 4 campi a un modulo con 3 campi 
  • La richiesta del numero di telefono spinge il 37% dei visitatori ad abbandonare la compilazione a metà strada*

* fonte : https://www.quicksprout.com/contact-form-conversion-rate/

Partendo da queste due constatazioni principali, decido di lavorare su moduli da 3 campi (grazie al progressive profiling), assicurandomi di richiedere solo dati utili e che non siano già in mio possesso al momento in cui vengono richiesti.

Per esempio, faccio molte campagne di nurturing e-mail che si personalizzano in base al profilo di ogni lead (il team marketing presso i miei prospect non ha le stesse domande, ad esempio, del team tecnico). Per me è quindi più interessante conoscere la posizione ricoperta dal mio lead rispetto al suo numero di telefono.

 

Creare un modulo efficace 

In seguito ho creato il modulo dinamico. Anche qui ho rispettato le regole principali che aumentano l’invio di un modulo: informazioni chiare, menu a discesa quando possibile con alcune risposte, abbastanza precise per la mia segmentazione automatizzata, sufficientemente ampia perché l’utente accetti di rispondere.

Ho poi scelto di lasciare il campo “email” in ogni modulo, perché si tratta del dato più importante, soprattutto nel marketing Automation (tra l’altro, l’indirizzo email è l’identificativo unico di un contatto nel nostro database), a cui aggiungo due campi che il visitatore non ha ancora compilato. 

formulario progressivo

Poiché il mio modulo attiva un’email automatica con il documento da scaricare, lo clono, modifico l’email automatica e inserisco lo script dei miei moduli dinamici nelle diverse pagine di download delle risorse tracciate. E il gioco è fatto ! 

Piccoli consigli: per indicare l’origine di un contatto, uso regolarmente campi nascosti nei miei moduli. Sono utili per identificare la provenienza di un lead, fondamentale per misurare il ROI delle mie azioni di marketing. Nel caso del progressive profiling, questi campi si collocano in fondo, per non interferire nel numero di campi da visualizzare. Invece, vengono compilati automaticamente nella scheda contatto a partire dal primo invio. 

campi nascosti del modulo

La conclusione è chiara: ho migliorato il tasso di invio del modulo limitando il numero di campi visualizzati, e il tutto in pochi clic, permettendomi di aumentare le informazioni disponibili per ogni contatto. Il tasso di conversione dei moduli è migliore. Infatti, un prospect che scarica 3 dei numerosi e-book che proponiamo mi fornisce già più di 7 informazioni su di lui!

Grazie a ciò, le mie campagne di nurturing sono più personalizzate e quindi più efficaci. Ottimo risultato per il progressive profiling

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