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Statistiche email: i dati chiave
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Statistiche email: i dati chiave

In questo anno 2018, l’azienda Getresponse ha pubblicato il suo report con dati sullo “emailing”. Sono state analizzate oltre 2 miliardi di email, in 126 paesi e in 19 industrie diverse. Per aiutarvi a ottimizzare la vostra strategia di emailing, abbiamo messo in evidenza i dati chiave di queste statistiche email. 

Questi dati ci confermano che le priorità dell’Inbound Marketing 2018 sono le stesse del 2017. È importante integrare il marketing automation nella propria strategia di inbound marketing perché l’emailing resta un canale privilegiato per le persone.

LUOGHI & INDUSTRIE

1. I dati dell’emailing in Europa vs il resto del mondo

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Anzitutto, l’analisi dei risultati dell’emailing in base ai continenti ci rivela che è importante concentrarsi sulla geolocalizzazione dei propri contatti quando ci si rivolge a un pubblico davvero mondiale. Infatti, notiamo che i risultati variano a seconda dei continenti.

Ad esempio, l’Europa batte nettamente il Nord America in termini di tasso di apertura e tasso di clic. Inoltre, la popolazione dell’Oceania è 4 volte più piccola, ma invia quasi gli stessi messaggi dell’Africa, con 1,3 miliardi di abitanti.

Concentriamoci ora sulle medie in Europa e nel Mondo. Notiamo che l’emailing è più performante in Europa, con un tasso di apertura e un tasso di clic superiori alla media mondiale. Tuttavia, occorre comunque notare che il tasso di cancellazione così come il tasso di pollupostage è leggermente superiore alla media mondiale. Possiamo concludere che l’emailing è comunque un canale apprezzato in Europa, tuttavia i contenuti condivisi non sono necessariamente quelli cercati dal pubblico mirato, data l’attuale percentuale di disiscrizione in Europa.

Desiderate raggiungere questi risultati, o magari superarli, per le vostre campagne di email marketing, e vi state chiedendo come fare? Ecco i consigli giusti per aumentare la proporzione di email ricevute 

Provate a modificare la vostra offerta, a giocare con le call to action e a rivedere la progettazione delle vostre email. Incoraggiamo anche l’utilizzo del double opt-in: liste più leggere significano risultati migliori, e la deliverability delle email è decisamente migliore. Va inoltre ricordato che, a causa delle nuove leggi sul RGPD nell’UE, dovremmo assistere a una crescita dei double opt-in per i paesi europei.

A questo proposito, ricordiamo che, con l’introduzione delle nuove normative più rigorose del RGPD, le statistiche di emailing dei paesi europei aumenteranno nei prossimi anni. Infatti, questa regolamentazione impone liste di contatti “pulite”, mentre in altre parti del mondo praticamente non esistono regole relative all’emailing, il che il più delle volte si traduce in liste di qualità inferiore, con un impatto sulle statistiche di emailing. Per questo bisogna sapere interpretare i dati delle email tenendo conto dell’incidenza dei bot.

FREQUENZA & TEMPO

1. Qual è il momento migliore per inviare le vostre email?


Ognuno di noi vorrebbe conoscere il momento ideale per inviare email, per ottenere il più alto tasso di coinvolgimento. Tuttavia, per essere sinceri con voi, alla domanda: Qual è il momento migliore per inviare le vostre email? La mia risposta è: dipende!

In generale, sembra esserci due fasce orarie su cui potreste concentrarvi.

La prima fascia è attorno alle 11: poche ore dopo l’inizio del lavoro, le persone hanno già preso il loro caffè e hanno già iniziato le loro attività professionali. A quest’ora sono più ricettivi a ricevere qualsiasi tipo di informazione.

La seconda fascia è attorno alle 14: è la fascia che ha registrato l’aumento più forte in termini di tasso medio di apertura. Potremmo ipotizzare che sia così perché i destinatari hanno appena finito di pranzare e stanno controllando le email arrivate durante la pausa pranzo.

Notiamo anche che più tardi nel pomeriggio, alle 18, quando la maggior parte di noi torna a casa, è proprio in quel momento che il tasso di clic è più alto. Nell’e-commerce, questo potrebbe significare che, soprattutto durante il periodo delle feste, potreste catturare ancora più tardi l’attenzione del vostro pubblico, nel momento in cui è più propenso, ad esempio, a fare un acquisto online.

In conclusione di questa sezione, ricordate che ogni pubblico è diverso e, di conseguenza, dovreste conoscere il vostro pubblico così come conoscono i vostri concorrenti.

 

2. Qual è il giorno migliore per inviare le vostre email?

Un’altra domanda spesso posta dagli specialisti del marketing è: Qual è il giorno migliore per inviare le email? Ancora una volta, la risposta non è così semplice! Dipenderà sempre dal pubblico che volete raggiungere e da come si comporta (quando ha tempo di leggere i vostri messaggi e di dare seguito?). Osservando i tassi medi di apertura più alti, a guidare è il venerdì. Tuttavia, se cerchiamo i tassi medi di clic più elevati, che è l’indicatore più vicino a una conversione, allora il martedì resta il giorno più performante.

Riteniamo che il martedì sia il giorno migliore, perché la maggior parte di noi ha molte email e progetti da recuperare il lunedì. Dopo aver svuotato la casella di posta e pianificato tutta la settimana, dovreste essere in grado di controllare i vostri messaggi e partecipare alla comunicazione prima dell’arrivo di martedì.

Per avere una risposta concreta a questa domanda, vi consigliamo di realizzare un test A/B e vedere con i vostri stessi risultati. Verificate se martedì e venerdì sono anche i giorni migliori per voi. Per farlo, osservate i tassi di apertura e i tassi di clic. Non dimenticate di includere i tassi di conversione nel vostro processo decisionale, perché è ciò che volete davvero migliorare.

In conclusione di questa sezione, vi ricordiamo che la pertinenza delle vostre email resta la chiave per un coinvolgimento elevato.

Strategie & Metodi

1. Risultati medi per tipo di messaggio


Come abbiamo detto poco prima, la pertinenza è la chiave per un coinvolgimento elevato!

E per essere pertinenti, dovete conoscere il vostro pubblico (soprattutto le sue esigenze, le sue abitudini e le sue preferenze). È per questo che i cicli di marketing automation offrono i migliori risultati. Grazie al marketing automation, potete raccogliere dati importanti lungo tutto il percorso del cliente e usarli per segmentare le vostre liste di contatti, così da personalizzare la vostra comunicazione di marketing.

Leggi anche: 13 errori di emailing da evitare per aumentare il coinvolgimento

Leggi anche: Email builder & marketing automation

2. L’oggetto delle vostre email deve rispettare una certa lunghezza?


Le vostre righe di oggetto devono essere abbastanza convincenti da spingere le persone ad aprire l’email. Quindi, nella maggior parte dei casi, non si tratta della lunghezza della riga dell’oggetto, ma di trasmettere il messaggio giusto. Infatti, se il contenuto è pertinente per il vostro pubblico, allora otterrete un alto tasso di apertura. Non dimenticate la visualizzazione su dispositivi mobili: vengono visualizzati meno caratteri e, di conseguenza, alcune delle vostre parole chiave potrebbero non comparire più nella riga dell’oggetto.

3. Qual è l’impatto dell’aggiunta di emoji nell’oggetto delle vostre email?


Innanzitutto, l’utilizzo delle emoji nelle campagne di emailing è ancora scarso. Infatti, si tratta di una tendenza relativamente recente, perciò solo il 9% degli specialisti del marketing ha già aggiunto una o più emoji nella riga dell’oggetto.

Quindi, le emoji hanno un impatto positivo sui tassi di apertura? Questi risultati ci dimostrano di sì: riscontriamo un tasso di apertura del 26,74% per le email che contengono un’emoji nel loro oggetto, contro il 24,63% per gli oggetti senza emoji. Allora, se questo tipo di comunicazione corrisponde alle aspettative del vostro pubblico, non esitate e cavalcate questa nuova tendenza.

4. Qual è l’impatto della personalizzazione dell’oggetto delle vostre email?


Anche se l’87% degli specialisti del marketing non personalizza l’oggetto delle proprie email, questo non significa in alcun modo che la personalizzazione non abbia alcun impatto sui vostri risultati di emailing.

Al contrario, notiamo che la personalizzazione dell’oggetto di un’email migliora il tasso di apertura. Infatti, i clienti sono diversi tra loro e queste differenze vanno oltre i dati demografici. L’invio di email standard evidenzia non solo una mancanza di creatività e strategia, ma rappresenta anche una perdita di tempo, energia e denaro. Quindi siate attenti e prendetevi il tempo di dimostrare ai vostri contatti che contano davvero, proponendo un oggetto e un contenuto email adatti alle loro specifiche esigenze.

In conclusione, l’email marketing è ancora attuale nel 2018 e sì, nonostante questi 30 anni di esistenza, l’emailing resta ancora il canale preferito dagli utenti di Internet per interagire e non ha nulla da invidiare alla nuova generazione: i social network. In effetti l’emailing resta una tecnica di marketing privilegiata e quasi indispensabile ai giorni nostri. Le ragioni sono semplici: l’email marketing continua a essere efficace in termini di risultati, soprattutto se rispetterete le nuove tecniche e tendenze che vi permetteranno di aumentare il coinvolgimento delle vostre campagne di emailing:

  • Imparate a conoscere il vostro pubblico prima di tutto!
  • Proporre contenuti pertinenti e personalizzati.
  • Usare liste di contatti pulite e di buona qualità.
  • Automatizzare l’invio delle vostre email di marketing grazie al Marketing Automation.
  • Essere costanti.
  • Moltiplicare le call to action.
  • Non esitare a testare la vostra strategia: test A/B.

L’obiettivo è creare un rapporto di vicinanza con i vostri clienti, instaurando un clima di fiducia e ascolto affinché si sentano privilegiati. Per andare oltre e scoprire come utilizzare efficacemente l’emailing, abbiamo redatto un articolo che tratta l’argomento: 13 errori di emailing da evitare per aumentare il coinvolgimento!

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