Il targeting: la chiave della redditività di una campagna
Lo abbiamo già accennato in questo blog: una delle chiavi per una campagna Adwords di successo (cioè con un ROI che abbia senso) è la capacità del gestore di mirare ai gruppi di visitatori più redditizi. Questo avviene in gran parte tramite l’analisi delle performance dei termini di ricerca (rete di ricerca) e delle posizioni (rete display), che porterà a un’esclusione accurata delle richieste e dei siti indesiderati.
Tutti sono coinvolti
Ad esempio, se sei un’azienda che realizza saldatura laser, è poco probabile che tu sia interessata alle persone che cercano un “posto da saldatore” (quindi lavoro). Se vendi dei “posti di saldatura”, la situazione si complica ancora di più.
Eppure, la maggior parte degli utenti di Adwords trascura l’analisi delle performance dei termini di ricerca: pensano che acquistando “saldatura laser” (senza virgolette) non avranno questo tipo di problemi, ma è falso: le parole chiave, di default, sono per ricerche denominate “ampie”. Bisogna usare espressioni regolari se si vogliono restringere.
L’esclusione: un compito difficile da automatizzare
In breve, è probabile che il 90% degli utenti alle prime armi su Adwords spenda fortune in parole-chiave su cui non dovrebbe nemmeno essere posizionato.
Il modo migliore per fare l’esclusione: l’uomo. E sì, non abbiamo trovato di meglio. La sfumatura sottile tra il “posto da saldatore”, che esprime una ricerca di lavoro, e il “posto di saldatura”, che è un prodotto, non può essere gestita da un robot.
Come trattare i dati per escludere e mirare in modo più preciso?
Dopo aver richiamato tutte queste evidenze, restano due punti da prendere in considerazione:
- Se la decisione di escludere oppure no una parola o un’espressione-chiave deve essere presa da un essere umano, si può però ritenere che l’analisi dei dati dei termini di ricerca meriterebbe un supporto automatizzato. In effetti, è difficile immaginare il gestore passare ore a leggere e decifrare le migliaia di righe tutte diverse delle richieste, che sono composte per l’80% dalla long tail.
- Escludere va bene, ma l’analisi delle richieste di ricerca può potenzialmente rivelare molte altre cose: alcune associazioni tra termini sono ricorrenti? Quali sono le più redditizie?
Lo strumento di analisi semantica di Eureos: fa il lavoro faticoso
Ecco perché Eureos ha sviluppato uno strumento di analisi semantica dei termini di ricerca provenienti da Adwords. Il principio è semplice:
- Allegate il report dei termini di ricerca provenienti da Adwords
- Inserite le espressioni principali sulle quali vi siete posizionati
- Suggestate attributi con cui vi piacerebbe testare l’associazione con le espressioni
Il sistema restituisce quindi tutte le combinazioni tra le espressioni e gli attributi, con le performance di queste combinazioni in termini di volume e CTR. Ciliegina sulla torta: il sistema può suggerire altre combinazioni con attributi che non avevate identificato in precedenza. Il gestore della campagna può ora concentrarsi sul lavoro “umano”, e quindi sull’intelligenza della campagna. Magico, no?
Ti piacerebbe testare questo strumento? Bene, allora: siamo in fase di avvio e cerchiamo agenzie per promuovere con noi il concetto.