Non andrò a indugiarci ancora una volta sopra i siti web degli anni 2000, il loro look albero di Natale così deliziosamente fuori moda, i loro colori smaglianti e la loro ergonomia leggendaria.
Questa volta parlo però di tutti i siti web, compresi quelli veri, pagati al prezzo giusto e realizzati da professionisti competenti. Siti che si dice siano belli, che trasformano i visitatori in contatti e che sono persino ottimizzati per il posizionamento naturale. Buoni siti, insomma.
In realtà, non sono i siti web a non servire a nulla: è il fatto di acquistarli come si compra un prodotto, con un capitolato definito e caratteristiche scolpite nel marmo, fino al prossimo rifacimento, che spesso consisterà nell’acquistare un nuovo sito partendo dalla constatazione del fallimento di quello precedente. I più furbi aggiungono certo una riga nel capitolato sulla necessità “di evolvibilità” del sito, ma resta un desiderio vago.
Esigenze che cambiano continuamente
Nel settore del web, nessuno sa in anticipo quali saranno le esigenze tra 6 mesi. Un esempio concreto: se il vostro sito 100% conforme viene consegnato nell’istante T e Google pubblica il suo pulsante “+1” a T+1 (giorno, settimana, mese…), voi avete ottenuto il diritto di richiamare il vostro fornitore per aggiornare il sito. E contate su di lui per farvi un prezzo “adeguato” per questa prestazione opzionale.
E situazioni simili saranno numerose :
- Dovrete adattare continuamente i contenuti e rimettere in discussione persino la struttura stessa del sito partendo dal ritorno d’esperienza, quindi dalle statistiche di traffico (e soprattutto dalla loro analisi). Questo richiede competenze e un approccio pro-attivo. Chi se ne occuperà una volta che il vostro sito sarà stato consegnato?
- Nuove esigenze funzionali compaiono regolarmente in base allo sviluppo dell’azienda: integrazione con Facebook, nuovo strumento di tracking più pertinente per il vostro business, web services, negozio… ancora, però, bisogna sapere che queste possibilità esistono e che vi saranno utili.
Chi ha redatto un capitolato e ha pagato un sito una volta per tutte avrà ancora più difficoltà a rimettere in discussione il proprio nuovo gioiello: il budget è esaurito, si è già perso troppo tempo a definire le cose nei dettagli e a pensarci in anticipo. La maggior parte non richiamerà il proprio fornitore prima di mesi e il sito non evolverà durante questo periodo.
Miglioramento continuo vs perfezione illusoria
Ma il web è un meraviglioso terreno di gioco: esistono strumenti per misurare tutto in tempo reale. Meglio dunque partire con qualcosa di “medio” e arrivare con uno strumento adatto piuttosto che lanciarsi nella (costosa) ricerca della perfezione, una perfezione peraltro tutta relativa.
Una soluzione sarebbe avere competenze interne per far evolvere la propria presenza sul web, ma non sempre questo si giustifica per una PMI (tra l’altro, non assumete mai specialisti dei social network)
Acquistate un servizio che abbia senso per voi
La soluzione: non acquistate più siti web. Proponete piuttosto un contratto di performance al vostro fornitore. Definite obiettivi di business e lasciate che sia lui a stabilire le azioni da mettere in atto per raggiungerli. Coinvolgetelo nei risultati e instaurate un rapporto di fiducia nel lungo periodo. Vedrete: non dovrete più preoccuparvi dell’evolvibilità, scegliere la sfumatura della barra o discutere il prezzo dell’aggiornamento. E chissà, magari sarà la migliore fonte di crescita per la vostra azienda.
Una prestazione mensilizzata non è un contratto di performance
Chiarimento utile: acquistare un servizio non significa “acquistare un sito web a un canone mensile”, del tipo “hosting, 3 modifiche al mese, casella email e report di statistica mensile” a 150 euro al mese.
