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Dati e privacy: Bob non è il tuo ragazzo!
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Dati e privacy: Bob non è il tuo ragazzo!

Sicurezza dei dati (data), possiamo fidarci di chiunque? Non proprio, perché la normativa, in base al luogo di hosting dei dati raccolti (data center), varia a seconda della soluzione di Marketing Automation che scegliamo. Un fattore che conta molto.

Bob sa tutto di me! Le mie preferenze alimentari, la taglia dei miei vestiti, i miei interessi, i miei progetti di vacanza, il marchio del mio deodorante, i miei giudizi, i miei piccoli sfoghi e i miei grandi colpi di cuore, i miei piccoli acciacchi, … Conosce tutta la mia vita privata: le date importanti della mia vita (anniversari, feste, date di nascita dei miei cari…), quando esco e con chi, l’ultimo spettacolo a cui sono andato… L’unico problema è che Bob non è il mio ragazzo!

Orwell è tra noi, se non ci fate attenzione!

Insomma, Bob è Big Brother. Ok, non siamo in dittatura e il newspeak non è attuale. Ma, tuttavia, tornando al tema che ci interessa, ovvero il Marketing Automation, bisogna prendere coscienza del fatto che i 5 “grandi attori” del settore (vale a dire Oracle, Salesforce, IBM, Adobe, Marketo, Hubspot) sono tutti americani. Ed è qui che il castello (o che Bob fa capolino, dipende dai punti di vista!) inizia a scricchiolare. Perché, usando queste soluzioni di Marketing Automation, di fatto tutti i dati raccolti vengono trasmessi e ospitati direttamente negli USA (a differenza dei dati raccolti tramite la soluzione di Marketing Automation Webmecanik, che invece sono ospitati in Francia).

Niente di particolarmente preoccupante a prima vista, a meno che le normative europee e americane relative alla protezione dei dati e della vita privata (data privacy) siano in modo evidente notevolmente diverse.

Dati: differenza di visione culturale tra USA ed Europa

Bisogna dire che la visione culturale tra i due ambiti economici (Europa e Stati Uniti) è radicalmente diversa. Se gli europei classificano i dati personali online come un “diritto umano”, gli americani invece li collocano nel quadro della “tutela dei consumatori” (cfr. l’articolo di Le Nouvel Économiste “Dati e vita privata: non toccare il mio cloud” di ottobre 2015).

Una differenza di visione che, dal punto di vista semantico, non lascia di stupire, ma resta nondimeno fondamentale. Basta ricordare, a questo proposito, le ripercussioni della vicenda Snowden.

Se ne parla !

Certo, si può sostenere che esiste uno scudo, intitolato EU-U.S. Privacy Shield (che sostituisce il defunto “Safe Harbor”), firmato a febbraio 2016 dalla Commissione Europea e dal Dipartimento/Ministero americano del Commercio, con l’obiettivo di proteggere i diritti fondamentali dei cittadini europei quando i loro dati vengono trasmessi verso i data center degli Stati Uniti. Anche se un articolo del giornale Les Échos, di marzo 2016, intitolato “Vita privata e Internet: il fossato USA-Europa non è poi così enorme”, esprimeva un parere abbastanza rassicurante sul tema, l’autore (NDRL : Charles Cuvelliez, Responsabile di insegnamento alla Scuola Politecnica di Bruxelles) non mancava tuttavia di ricordare : “Da vedere nella pratica”. Anche se l’USA Freedom Act, votato a giugno 2015 dal Senato americano, limita alcuni poteri di sorveglianza della NSA (Agenzia nazionale per la sicurezza statunitense) conferiti dal Patriot Act (istituito a seguito degli attentati dell’11 settembre 2001), vietando la raccolta su larga scala di dati personali dei cittadini americani. Ma che dire delle persone residenti all’estero ?

In ogni caso, da questi dibattiti emerge che i dati, relativi alla vita privata delle persone e dei consumatori, ospitati in Europa, così come in Francia, sono “meglio protetti”. Che la politica americana non sarà mai sotto sorveglianza e influenza dei cittadini europei, lasciando così aperta la porta a derive invasive. Tuttavia, e se alcune aziende pensano davvero che non sia così grave, cosa ne pensano i loro clienti ? Qual è l’opinione dei loro consumatori su questo tema così delicato ?

Infine, e a tutte le aziende e ai brand che desiderano comunque passare oltre, grazie di farle mie più sentite amicizie a Bob !

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