Eureos si basa, fin dalla sua creazione, su strumenti Open Source : SugarCRM per la gestione delle relazioni con i clienti (GRC), Plone per i siti Web e per gli intra/extra-net, LimeSurvey per i sondaggi di soddisfazione o gli studi di mercato (abbinato a PSPP). Non parlo dei nostri server Ubuntu e di una miriade di piccoli strumenti che, senza la loro comunità di sviluppatori, ci sarebbero costati una fortuna sul mercato “proprietario”.
Eppure, non tutto è roseo nel meraviglioso mondo del software libero. Vi propongo una (rapida) comparazione tra due modelli Open Source completamente opposti, sia nello spirito sia sul piano economico.
Il modello SugarCRM
Un’impresa che gestisce, gratuito per acquisire, a pagamento per le funzioni indispensabili
SugarCRM è una delle soluzioni di gestione della relazione con i clienti più note e utilizzate del momento. Va detto che sulla carta l’azienda non manca di punti di forza : tutto c’è, dall’acquisizione dei lead a partire dal sito web passando per le campagne di emailing.
Il modello di SugarCRM : la versione “Community” è gratuita, le versioni “pro” ed “enterprise” sono a pagamento. L’azienda guadagna quindi denaro su… le licenze. E qui, secondo me, comincia il conflitto di interessi, che spinge a “limitare” alcuni sviluppi della versione community per favorire l’acquisto.
Un esempio semplice : i report. Nella versione community, è impossibile realizzare un report serio e personalizzato a partire da richieste incrociate e presentato in un formato decente (grafici, xml, ecc.). A che serve il vostro CRM se non potete estrarre le informazioni in modo corretto ?
Il modello Plone
Una fondazione che gestisce gli interessi comuni, gratuito di qualità, servizi per andare oltre.
Plone è un Content Manager (CMS) che utilizziamo per i siti Internet dei clienti. Non è il CMS più conosciuto sul mercato : non è molto “sexy” per quanto riguarda l’aspetto, non c’è davvero un marketing di massa attorno al prodotto e, soprattutto, dal punto di vista del sistema, è più difficile da accedere rispetto a Joomla o a WordPress. Eppure è un vero cavallo da corsa, soprattutto in termini di affidabilità e sicurezza.
Qui non esiste una versione gratuita, pro o enterprise, ma un nucleo comune, gestito da una fondazione. Prodotti chiamati “estensioni” permettono di aggiungere funzionalità. Queste estensioni sono fornite gratuitamente dalla comunità degli sviluppatori .
Il modello economico è semplice : più Plone verrà utilizzato, maggiore sarà il bisogno di competenze, e più i membri della comunità (l’ecosistema attorno a Plone) potranno vendere servizi.
Va bene per l’utente o per l’azienda che gestisce ?
Per quanto mi riguarda, trovo che il modello scelto da Plone sia molto meglio per l’utente che sono io, mentre diffido parecchio di quello di Sugar. Dal punto di vista economico, se faccio il bilancio di questi ultimi anni, alla fine abbiamo speso molto di più in servizi Plone che in licenze Sugar… ma per rispondere alle nostre esigenze specifiche, non per avere le funzionalità di base.
Ma per quanto riguarda il marketing, non c’è paragone : la potenza economica di SugarCRM ne ha fatto una soluzione conosciuta in tutto il mondo. Anche Plone lo è, ma senza alcun confronto. Da qui a pensare che ci sia un’opposizione tra il servizio reso all’utente e la performance economica del/dei gestori…