Nell’ambito della video aziendale, come spesso nel mondo dell’immagine, il meglio convive con il peggio e il confine è sottile. Se pubblicare un video di qualità sul proprio sito web può diventare un potente vettore di comunicazione, è altrettanto facile cadere in un equivoco, o perfino nel cattivo gusto, e questo qualunque sia il budget.
Ecco 3 consigli semplici per realizzare la vostra video aziendale :
Definite il vostro target
Questo punto sembra essere un’evidenza. Eppure è determinante: un video destinato a potenziali investitori sarà completamente diverso da un video rivolto ai vostri clienti. Evitate a ogni costo di mescolare i generi, altrimenti il messaggio si confonde e avete poche probabilità di riuscire a raggiungere davvero il vostro pubblico: se cercate di rivolgervi a troppa gente, non parlate a nessuno.
Si tratta quindi di “segmentare” il vostro pubblico, e poi di mirare al gruppo a cui volete rivolgervi. Più sarete in grado di descrivere il vostro segmento o gruppo target, più le vostre scelte in termini di immagini saranno pertinenti. Provate a rappresentarvi mentalmente il vostro target, così da potervi indirizzare meglio verso di esso.
Lavorate il messaggio chiave e i vostri obiettivi
Anche qui, vedo troppo spesso clienti o colleghi che cercano di far passare una quantità troppo grande di messaggi nello stesso video, senza aver definito chiaramente un’asse di comunicazione. Ci ritroviamo allora con film-fiume che susseguono inquadrature e sequenze che non hanno alcuna coerenza tra loro. In fin dei conti, è un po’ come in un colloquio commerciale: il buon venditore è raramente quello che parla tanto, ma più spesso quello che fornisce l’argomento chiave capace di rispondere a un’esigenza reale del cliente. Non esiste un messaggio “giusto” o “sbagliato”, l’essenziale è che questo messaggio sia in linea con le aspettative del vostro target.
Ci sono centinaia di esempi provenienti da decenni di messaggi pubblicitari: i migliori spot sono quelli che trasmettono un’idea forte e parlano al “cervello primario” (per gli appassionati di neuromarketing).
A proposito, bisogna anche non confondere il fatto di definire “un messaggio forte” con l’essere “mono-argomentazione”. Ad esempio, “la fossa tranquilla” di Eparcyl è un messaggio forte. Gli argomenti, invece, possono essere molteplici, ma tutti contribuiscono a rafforzare il messaggio: niente odori, niente manutenzione, meno svuotamenti, un funzionamento migliore… tranquillo, dicevamo.
Non lasciate ai fornitori video il compito di decidere al posto vostro
Questo ultimo punto è essenziale anche per un altro motivo, ma sarei tentato di qualificarlo come un errore da principianti. Nelle grandi aziende, il messaggio viene definito da un’agenzia di comunicazione che dirige i realizzatori. Nelle PMI, molti responsabili aziendali affidano direttamente la realizzazione del proprio video ai tecnici dell’immagine, pensando che faranno loro il lavoro di marketing al posto: è un’illusione. Questi fornitori sanno scegliere la luce, definire l’inquadratura, mettere in scena un prodotto… ma non potranno mai sapere meglio di voi quale messaggio far passare. Dovete fissare per loro un perimetro preciso e comunicare un capitolato chiaro. Non farlo significa esporsi a una delusione quasi certa.