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Strasburgo in festa per i 10 anni di Email Marketing Day
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Strasburgo in festa per i 10 anni di Email Marketing Day

Il 22 e 23 maggio scorso Email Marketing Day ha festeggiato la sua 10ª edizione all’IRCAD (Istituto di ricerca contro i tumori dell’apparato digerente). AutomationDay, partner dell’evento, vi offre il suo report sull’evento !

L’EMDAY è l’unico evento al 100% dedicato all’Emailing. 

Ecco ciò che ha attirato la nostra attenzione: 

L’emailing al centro della comunicazione di crisi

L’ONG Baroudeurs de l’espoir ha raccolto 122.000€ di donazioni grazie a una comunicazione via email in seguito al terremoto in Siria. Tasso di clic del 60% su un singolo email di richiesta di donazioni.
Anne-Laure Adam e Sacha Souffran hanno dimostrato l’efficacia delle campagne email per la raccolta fondi a favore dell’azione umanitaria ad Aleppo. Affezionata ai social network su Linkedin, Whatsapp, Instagram, Facebook e Twitter, l’ONG invia di solito 1 newsletter a settimana. La comunicazione avviene su tempi lunghi, su profili di mecenati professionisti e su privati con più di 50 anni. Le linee di sviluppo sono una segmentazione e una personalizzazione ancora più avanzate tramite il Marketing Automation. 

Diventare il proprio “routeur” di email: è ROIstico o héROico ?

Laurent Garnier di NP6 by ChapsVision e Yves-Marie LE PORS-CHAUVEL di Postmastery ci danno una risposta alla maniera normanna: dipende. In compenso ci espongono pro e contro della versione on-premise e della modalità SaaS. Se c’è un’idea su cui c’è consenso, è che diventare il proprio “routeur” significa mettere insieme tantissimi mestieri di iper-specialisti: data analyst, sviluppatore, DBA, integratore, esperto marketing e RGPD, e persino mediatore e lobbista (presso i FAI).

UX Email: il 90% delle informazioni che arrivano al cervello proviene dalla visione

Gabriel Gastaud ci dimostra con i numeri l’enorme superiorità del design nell’efficacia delle email rispetto a quella dello story telling. O comunque che, puntando sulla progettazione con priorità all’UX, non c’è alcun messaggio letto. In media passiamo solo 9 secondi su un’email, e perfino 8 secondi nella versione mobile. E ci dà i suoi 4 migliori marketing tips: 

  1. Alleggerire le email a meno di 500KB per accelerare il tempo di caricamento (HTML inferiore a 102KB, e usare Pingdom Website Speed Test per testarlo.
  2. La scansione visiva costringe a lavorare sulla massima leggibilità in base al pubblico a cui ci si rivolge. Per farlo la metodologia flesch-reading-ease ti dà un punteggio che deve avvicinarsi al tuo obiettivo. 
  3. Infine, non dimenticare mai la call to action con pulsanti CTA codificati e ben posizionati, senza dimenticare la proposta di valore all’interno. 
  4. Il fat-finger-syndrom ti obbliga a mettere in primo un visual accattivante. 

Non puoi aver perso la richiesta di consenso made by Axeptio sui siti web, inclusi umorismo e cookie appetitosi. Il suo CEO Romain Bessuges-Meusy ci fa il punto sull’uso dei cookie e del tracciamento per l’attuazione delle strategie di marketing automation dalla fine del Privacy Shield, e prima dell’arrivo previsto di quest’anno del AI Act e dell’ePrivacy nel 2024. “Il futuro del sito web e dell’email marketing è messo in discussione dalle IA e dagli altri assistenti: tanto vale prepararsi”. Nel frattempo, sappiate che quando proponete agli utenti di scegliere il loro livello di accettazione del tracciamento tramite cookie, il 70% accetta tutto, il 30% rifiuta tutto e … lo 0,05% configura. 

Sicurezza dell’e-mailing: SPF, DKIM e DMARC che cos’è? 

Lotfi Benyelles e Marc van der Wal di Afnic ci hanno spiegato la differenza tra SPF, DKIM e DMARC e soprattutto perché bisognava metterli in atto. Quando vi dicono che EDMAY è “tosto”, qui siamo nel concreto. Sappiate che questi 3 livelli di sicurezza dei Nomi di Dominio (NDD) vengono utilizzati rispettivamente per il 57%, 23%; e … il 7,8% (1,3% sul .fr). A un profano sembra poco, ma la qualità dell’indirizzo di un sito e dei suoi sottositi può dipendere dalla facilità di usarli per lo spam e il phishing. Per saperne di più, consultate subito il vostro CTO. 

+27% inserendo l’IA nelle campagne di emailing

Tramite l’IA generativa,  Eric SABINE dimostra come la sua soluzione Deebr permetta a Florian risi, responsabile marketing di Appart’City di ottenere una performance del +47% sul RPM delle sue campagne email. Deebr implementa le tecnologie di ChatGPT, MidJourney e gli algoritmi di marketing predittivo per segmentare e creare email coinvolgenti.

Aziende commerciali B2B, non facciamoci più spam su LinkedIn!

Denis COHEN ?? di Dropcontact ha risposto alle domande di Bruno · Fridlansky sui concetti di coldemail, dati e RGPD. Se nel 2014 si arrivava al 90% di apertura, oggi il coldmail diventa spam. Eppure, grazie all’arricchimento delle basi dati CRM,  fare prospecting via email a freddo, nello stile “vecchia scuola”, torna a essere efficace e redditizio. L’inbound marketing non è più il graal integrale. 

Ma a condizione di rispettare 3 regole fondamentali: 

  1. un audit dei dati per segmentarli e iper-personalizzarli,
  2. un interesse legittimo a contattare il prospect,
  3. obbligarsi a interrompere la campagna in caso di assenza di riscontri e persino a eliminare i dati dopo 3 anni senza interazione.

Smettete di comprare liste di contatti prospect

Annalivia Ford e Carel Bitter ci hanno dato i 3 consigli essenziali per evitare di finire in blacklist sulle liste di Spamhaus Technology Ltd.. Buon senso e quasi ovvio, ma funziona sempre meglio se lo si dice: 

  • Il phishing si fa al massimo tramite gli account dei FAI (ESP in inglese: i vostri fornitori di accesso a Internet e le caselle email). Quindi aggiornate regolarmente le password e implementate sistemi di autenticazione a due fattori (2FA: identificazione sul web con un codice sul vostro cellulare). 
  • Molte aziende hanno una scarsa “igiene” delle liste contatti e l’assenza di processi sui bounce (email che non arrivano al destinatario, indirizzi che non esistono più). Creare una “unlist bounce” e aggiornarla dopo ogni campagna di emailing o di marketing automation. 
  • Smettetela di comprare liste di contatti. Non avete tracciabilità dell’origine e della loro anzianità, avete dei “dentro” dei tracciatori, e soprattutto “consent is not transferable”. 

Trasformare il 40% dei propri MQL in clienti con il Marketing Automation 

Il vostro servitore ha avuto il piacere di Webmecanik di presentare gli scenari di marketing automation a prescindere che la vostra azienda sia agli inizi o esperta: 

  1. iniziate qualificando e segmentando le basi dati esistenti,
  2. poi attivate il nurturing per raddoppiare le performance nutrendo la parte alta dell’imbuto di vendita di chi cerca informazioni, ma anche di tutti coloro che non sono riusciti a decidere perché troppo presto,
  3. aumentate il valore complessivo dei vostri clienti esistenti (LTV, o Lifetime Value) con scenari per l’up-selling, il cross-selling e l’add-selling. Ciliegina sulla torta: vendere più valore ai vostri clienti vi fa anche tenerli più a lungo. 

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